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Due miliardi e mezzo di persone senza servizi igienici di base, oltre un
miliardo senza disponibilità di acqua potabile adeguata. La strada per
raggiungere il settimo Obiettivo di sviluppo del millennio, incentrato
sull’ambiente e sull’accesso all’acqua pulita, è ancora lunga e il traguardo
del 2015 poco raggiungibile se non si moltiplicano gli sforzi.
Un bene non scontato. Il richiamo viene dall’Organizzazione mondiale della
sanità (Oms) e dall’Unicef, che in un nuovo resoconto (MDG Drinking Water
and Sanitation Target-The Urban and Rural Challenge of the Decade)
sottolineano, numeri alla mano, come sia necessario raddoppiare gli sforzi
per ottenere il risultato sulla disponibilità di servizi igienici e
fognature, e aumentarli di un terzo per quanto concerne l’accesso all’acqua
pulita. “E’ una tragedia che il mondo non raggiunga l’Obiettivo di sviluppo
del millennio sull’acqua e i sistemi fognari. L’acqua potabile sicura e i
sistemi fognari sono essenziali per la salute al punto da essere dati per
scontati” afferma Anders Nordström, facente funzioni del Direttore generale
dell’Oms. “Gli sforzi per prevenire morti per diarrea e altre malattie sono
destinati al fallimento se le persone non hanno accesso ad acqua potabile
sicura e ai servizi igienici”. Nordström aggiunge che l’intervento in questo
ambito potrebbe ridurre di circa un quarto le malattie collegabili
all’ambiente.
I bambini e l’Africa. Gli effetti del troppo lento percorso verso il
miglioramento delle fonti di acqua ricadono in particolare sui bambini:
secondo l’Oms, nel solo 2005, 1,6 milioni di piccoli con meno di cinque anni
sono morti a causa dell’acqua non sicura e di misure igieniche inadeguate:
una media di 4.500 bambini ogni giorno. Diarrea, infezioni parassitarie,
colera, tifo, dissenteria: tutte malattie collegate all’acqua che minacciano
la loro salute. A rischio in particolare sono le città nei paesi poveri,
dove la rapida espansione della popolazione ha portato a maggiori richieste
per garantire sia l’accesso all’acqua potabile, sia un sistema di
smaltimento adeguato. Le aree più critiche rimangono nell’Africa
subsahariana, dove fra il 1990 e il 2004 le persone senza accesso all’acqua
sicura sono aumentate del 23 percento e nel 2004 solo il 37 percento aveva
accesso ai servizi igienici di base, a fronte di una media globale del 59
percento. In mezzo a tanti numeri negativi, viene riportato anche qualche
successo, a dimostrare che la strada verso l’obiettivo è percorribile. In
particolare, viene riportato quanto ottenuto in una regione dell’Etiopia,
dove nel 2003 poco meno del 4 percento della popolazione aveva la
disponibilità di servisi igienici e venivano costruite un centinaio di
latrine ogni anno. Nel 2005, invece, il numero di nuove latrine è arrivato a
26.400.
[articolo tratto da
www.peacereporter.net]
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