Amnesty International - sezione italiana
  Aiuta il Mondo - CXLI - mercoledì 6 aprile 2005

Rifugiati rwandesi nella regione dei Grandi Laghi senza garanzie.


Nella regione dei Grandi Laghi vi sono 60.000 profughi rwandesi che attendono di rientrare in patria. Si tratta di persone fuggite dal Rwanda a seguito della guerra civile tra il 1990 e il 1993 e, soprattutto del genocidio del 1994, quando si stima che almeno in 1.250.000 abbandonarono il paese. Nel corso degli anni molti profughi sono rientrati, spesso non su base volontaria, bensì in seguito allo scoppio della guerra nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire) e ad azioni di sgombero forzato messe in atto dai paesi che ospitavano i campi profughi.
Coloro che ancora sono nei campi rischiano di subire una sorte analoga. I paesi che li ospitano e le istituzioni internazionali che si occupano di profughi stanno dando segni di intolleranza della situazione. Per i rifugiati rwandesi c'è dunque il rischio che vengano a mancare i fondi, la protezione e che siano costretti a rimpatriare, nonostante i rischi, una volta rientrati, di subire violazioni dei diritti umani.
La situazione si è aggravata alla fine del 2002, quando, dopo un incontro tra il governo rwandese, quello della Tanzania e l'Agenzia Onu per i rifugiati, la stessa Agenzia ha spostato il suo impegno da un semplice "facilitare il rimpatrio volontario" dei profughi a un "promuovere attivamente il rimpatrio volontario" dei medesimi, con l'esito però che il rientro a casa rischia di non essere più tanto "volontario".
Dieci anni dopo il genocidio Amnesty International ritiene che in Rwanda ancora non vi siano quelle condizioni che possano garantire ai profughi un rimpatrio sicuro. Sono stati registrati casi di persone che, una volta rientrate in Rwanda, sono state arrestate e talvolta uccise. Il sistema giudiziario nel 'paese delle mille colline' è ancora ampiamente congestionato, decine di migliaia di detenuti attendono da anni il processo, organizzazioni per i diritti umani sono state messe in condizioni di non poter più operare.


Finestra di AiutailMondo sul Rwanda.


- informazioni tratte da un opuscolo distribuito dal Gruppo Italia 79 di Amnesty International -

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