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Un meccanismo rimasto pressoché immutato da quasi un millennio, quando nel
1274 papa Gregorio X codificò le regole del conclave, che non si conosce
bene, che incuriosisce e un po' impressiona. Alla morte di un Pontefice
segue una riunione di tutti i cardinali che nel massimo della segretezza
entrano nella Cappella Sistina e votano per l'elezione del nuovo Papa. Per
il prossimo conclave, seguente la scomparsa di Giovanni Paolo II, sono
ammessi 117 cardinali (sono ammessi al voto i cardinali che non hanno
superato gli 80 anni di età) più uno in-pectore, ovvero cardinale nominato
da Karol Wojtyla nel 2003 in segreto, il nome del quale poteva rivelarlo il
solo Pontefice in vita oppure nel testamento. Centodiciotto cardinali da
tutto il mondo per proclamare il nuovo capo della Chiesa Cattolica. Il
conclave dovrà essere organizzato dagli stessi cardinali riunitisi
precedentemente il suo inizio, che dovrà essere compreso tra il
quindicesimo e il ventesimo giorno successivo al decesso di Giovanni Paolo
II (ovvero dovrà iniziare tra il 17 e il 22 aprile prossimi). L'elemento
cardine di questo conclave, il primo del Terzo Millennio, sarà come rigida
tradizione vuole, la più assoluta segretezza. I cardinali infatti sono
obbligati a rimanere isolati sino all'elezione del nuovo Vescovo di Roma.
Il rituale del conclave prevede l'assegnazione a ciascun cardinale elettore
di alcune schede bianche su cui andrà scritto il nome del suo candidato.
Ogni elettore si avvicina all'urna, pronuncia fedeltà alla Chiesa e
introduce la propria scheda. Al termine della votazione, nel caso in cui
nessun cardinale ottiene i 2/3 dei voti, tutte le schede vengono bruciate
insieme ad una sostanza chimica che produce la famosa fumata nera (visibile
da piazza san Pietro). Con le fumate nere, il conclave continua a votare per
quattro volte al giorno, due la mattina e due il pomeriggio. Dopo trenta,
eventuali, fumate nere per eleggere il nuovo Pontefice sarà necessaria la
maggioranza del 50% più uno dei voti. Una volta raggiunta la quota da un
cardinale, avviene la proclamazione; all'eletto viene chiesto se accetta
l'incarico per il quale è stato scelto e in caso di risposta positiva, egli
deve scegliere il nome che avrà da Pontefice. Il nuovo Papa si reca nella
cosiddetta Stanza del Pianto, ovvero nella stanza ove è pronto l'abito
papale, in diverse misure, stanza in cui un uomo riflette sulla nomina che
ha appena ricevuto. Un uomo diviene in un momento il Papa. Dall'emozione
stravolta deriva il nome di Stanza del Pianto. Le schede vengono poi
bruciate con una sostanza chimica che svela la fumata bianca. Segno
dell'avvenuta elezione di un nuovo Papa. Il nuovo Pontefice sale alle
finestre dell'appartamento papale e benedice le persone nella sottostante
piazza san Pietro. Meccanismi antichi del conclave che fra pochi giorni si
ripeteranno in Vaticano.
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La morte di Giovanni Paolo II sta scuotendo, attraverso le immagini
trasmesse dai media, emotivamente persone di tutti i continenti. E' in atto
probabilmente una spettacolarizzazione degli eventi, un eccessivo mettere in
mostra questi momenti. Inserisco questi due fotogrammi come testimonianza di
uno dei riti che vengono compiuti nel periodo di Sede Vacante del Vaticano,
periodo di interregno che intercorre tra la scomparsa di un Papa e la nomina
del suo successore.
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