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Grazie al pronto intervento del Nucleo Operativo ed al Nucleo Radiomobile
dei Carabinieri di Palermo, coordinati dal Colonnello Gianmarco Sottili, è
stata bloccata, stamani, una corsa di cavalli nel tratto iniziale della
Circonvallazione cittadina. Uno sbarramento di macchine e motorini aveva
bloccato il traffico per fare partire due cavalli da corsa, nel circuito
clandestino più ambito della città. Circa due chilometri con conclusione
in salita, prima del bivio con via Ernesto Basile. Questa volta, però, ad
aspettarli c’erano i Carabinieri che sono intervenuti nelle prime fasi
della corsa bloccando decine di persone, tra cui alcuni minori, accompagnati
subito nella Caserma del Nucleo radiomobile di Corso Calatafimi. Due i
cavalli con i calessi sequestrati. Per accompagnare le persone in caserma
sono dovuti intervenire i pullman dell’Arma, mentre un altro gruppo di
Carabinieri bloccava i due calessi che cercavo di fuggire con i cavalli al
galoppo.
“Esprimiamo il più vivo ringraziamento all’Arma dei Carabinieri ed al
Colonnello Gianmarco Sottili, per la professionalità e il tempismo nel
bloccare una corsa il cui circuito ricade nel pieno mandamento mafioso della
famiglia di Santa Maria di Gesù – ha dichiarato Ciro Troiano,
Responsabile Nazionale dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. Il giro di
soldi che gravita sulle corse di cavalli, grazie alle scommesse clandestine,
è enorme. Una singola corsa può fatturare oltre 50.000 euro ed è
impensabile che tale movimentazione possa sfuggire alle bramosia delle
organizzazioni criminali mafiose. Quella delle corse di cavalli – continua
Ciro Troiano - non solo rappresenta una caratteristica dell’essere
mafioso, ma è inoltre un conveniente investimento di soldi garantito dal
rigido controllo del territorio. Si tratta spesso di cavalli che corrono
negli ippodromi ufficiali. Non a caso quello di Palermo è stato oggetto,
nel passato, di interventi dell’Autorità Prefettizia, mentre tuttora
in vigore è una provvidenziale Ordinanza del Prefetto di Palermo che vieta
categoricamente le corse durante le feste religiose dei paesi. Provvedimento
questo auspicabile, per bloccare gli investimenti di mafia, in tutte le
province siciliane. A Palermo vi sono almeno due grossi circuiti. Uno è
quello della circonvallazione e l’altro nei pressi dello Zen. Ma è tutta
la provincia ad essere interessata dal fenomeno che coinvolge migliaia di
persone. Solo negli ultimi anni, le Forze dell’Ordine sono intervenute nel
bloccare le corse che si svolgevano nelle strade tra i paesi di Carini e
Montelepre, Borgetto e Partinico, Santa Crisitina Gela e Belmonte, ben tre
volte nella Circonvallazione di Palermo, e due ad Aspra”.
I cavalli, drogati, sono costretti a correre sull’asfalto delle strade,
con grave rischio della vita come dimostrato dai cavalli morti trovati più
volte nella tangenziale di Palermo. Proprio poche settimane addietro un
cittadino aveva denunciato gli allenamenti che di sera si svolgono in via
Ernesto Basile. Si tratta verosimilmente dello stesso circuito oggi bloccato
dai Carabinieri.
Fin dalle prime ore dell’alba decine di persone si danno appuntamento
nelle strade immediatamente a ridosso della rotonda di via Oreto, nei pressi
di via San Ciro. Altre attendono in via Oreto l’inizio della corsa per
sbarrare le strada alle automobili di passaggio nella tangenziale. I cavalli
percorrono cosi tutta la circonvallazione fino allo svincolo di via Ernesto
Basile. Decine di persone assistono allo spettacolo dai cavalcavia di
Bonagia, mentre i cavalli, una volta entrati in città, vengono scortati
alle stalle da alcune persone che in moto attendono nei pressi del rione
Medaglie d’Oro. Se invece le stalle sono nella zona di Aquino e Monreale,
i cavalli vengono liberati dal calesse, presi per le redini da alcune
persone in automobile che proseguono in direzione dello scorrimento veloce
della Palermo Sciacca. Si tratta di una vera e propria organizzazione
criminale che, su una sola corsa, coinvolge centinaia di persone.
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