::: aiutailmondo é dalla parte di tutti gli uomini :::
  Aiuta il Mondo - CXXXIII - martedì 22 marzo 2005

Uganda: la pace si allontana.


Mentre non si hanno più notizie sulle trattative di pace tra i ribelli e la delegazione governativa ugandese, nei distretti settentrionali del paese i venti di guerra sono tornati a soffiare più forti che mai: nelle ultime due settimane una serie di attacchi dei ribelli ha portato alla morte di almeno 11 civili ed al rapimento di più di 60 persone, la maggior parte delle quali bambini. Le trattative di pace sono davvero appese a un filo, filo che una delegazione Acholi ha tentato di presevare chiedendo alla Corte Penale Internazionale de L'Aia di ritardare i mandati di cattura nei confronti dei leader del LRA (Lord's Resistance Army). 

Torna la guerra

Sono lontani gli ottimismi di fine 2004, quando un accordo di pace tra le parti che ponesse fine a 19 anni di guerra sembrava realmente a portata di mano. Ma le diffidenze reciproche e il non aver approfittato delle numerose tregue proclamate dal presidente Yoweri Museveni nel nord del paese hanno riportato le armi in primo piano. 
Dopo la scadenza dell'ultima tregua gli attacchi dei ribelli del LRA si sono intensificati tanto da far pensare che gli uomini di Joseph Kony possano aver approfittato dei cessate-il-fuoco più per riorganizzarsi militarmente che per intavolare serie trattative con il governo. 
Secondo quanto riferito da portavoce dell'esercito ugandese infatti nelle ultime settimane i ribelli avrebbero condotto numerosi attacchi nei distretti settentrionali del paese e nelle regioni meridionali del Sudan, attacchi mirati principalmente a rifornirsi di viveri e bambini destinati poi ad essere impiegati dai ribelli come combattenti o schiavi sessuali. 
Nell'attacco più grave, avvenuto a metà settimana nel villaggio di Mgbere, i ribelli avrebbero ucciso almeno 7 civili a colpi di ascia e machete e bruciato più di 70 abitazioni, dopo aver saccheggiato il centro abitato. Giovedì scorso inoltre un nuovo raid nel villaggio di Minakulu, a una 30ina di km da Gulu, avrebbe portato al rapimento di almeno 50 bambini. 
L'esercito ugandese, colto alla sprovvista da questa serie di attacchi, ha comunque inviato nuovi contingenti nel nord del paese e in una serie di controffensive avrebbe ucciso 17 ribelli durante il fine settimana. Gli attacchi contro i ribelli avrebbero portato anche alla liberazione di 13 bambini tra quelli rapiti giovedì sera a Minakulu. 

Viaggio a L'Aia

Inutile dire che i recenti avvenimenti hanno decisamente assottigliato le possibilità di arrivare ad una pace tra le parti, pace a cui comunque i rappresentanti della popolazione Acholi credono ancora. Proprio per questo una delegazione di sei membri della società civile, comprendente il capo culturale David Onen Acana II e l'arcivescovo di Gulu John Baptiste Odama, si è recata in settimana a L'Aia, sede della Corte Penale Internazionale, per conferire con il procuratore Luis Moreno Ocampo.
Scopo della missione era ritardare l'emissione dei mandati di cattura per i leader del LRA, accusati di serie violazioni dei diritti umani compiute in questi 19 anni di guerra. Il timore della delegazione Acholi è infatti che i mandati di cattura possano dissuadere i capi ribelli dall'uscire allo scoperto e impegnarsi concretamente nei colloqui di pace. 
Moreno Ocampo ha ricevuto la delegazione e al termine dell'incontro ha promesso di tenere conto delle richieste della delegazione Acholi, anche se l'iter giudiziario che potrebbe portare nei prossimi mesi all'incriminazione di buona parte dei vertici del LRA non verrà bloccato. 
Il procuratore ha dalla sua anche l'appoggio del governo ugandese, che per primo aveva richiesto l'intervento nella CPI per investigare i crimini di guerra commessi dai ribelli contro la popolazione civile. Nonostante il comportamento contraddittorio delle autorità ugandesi, che più volte si erano impegnate a bloccare i procedimenti giudiziari nel caso in cui si fosse arrivati alla firma di un accordo di pace, i recenti avvenimenti hanno convinto Kampala a dare pieno supporto all'attività della CPI. 

Finestra di AiutailMondo sull'Uganda.


articolo tratto da www.warnews.it 

::: Sondaggio di AiutailMondo sulla conoscenza e visibilità delle guerre in corso nel mondo :::

Muro di AiutailMondo  |  Il Caffè  |  Le Finestre di AiutailMondo  |  Atlante  |  Sostenitori  |  Sostieni

::: aiutailmondo :::

AiutailMondo.Gransito.com 2005