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Luglio 2001, Genova, attorno al vertice G8 si scatena una enorme
protesta del movimento no-global che sfocia in tragedia con l'uccisione di
un manifestante (Carlo Giuliani) durante un assalto ad una camionetta dei
Carabinieri. Tre giorni di guerriglia urbana a Genova con, tuttora, molti
lati oscuri da una parte e dall'altra delle barricate.
E' di pochi giorni fa l'illustrazione di un atto di accusa di 534 pagine,
durante l'udienza preliminare per i fatti occorsi alla caserma genovese di
Bolzaneto. Quelli che nell'agosto del 2001, ovvero un mese dopo gli episodi
tragici di Genova, venivano definiti "sporadici atti di rudezza a
Bolzaneto, facilitati dalla situazione di estrema tensione", divengono
a distanza di più di tre anni ben più pesanti accuse alle forze
dell'ordine.
I magistrati hanno di fatti ricordato alcuni episodi come i seguenti: il
taglio di ciocche di capelli a Taline Ender, Massimiliano Spingi, e Sanchez
Chicarro, lo strappo della mano a Giuseppe Azzolina, il capo fatto infilare
nel wc alla turca a Ester Percivati, l'umiliazione di Marco Bistacchia
costretto a mettersi carponi e ad abbaiare come un cane e il pestaggio di
Mohamed Tabbach, persona con un arto artificiale.
L'atto d'accusa, nelle già citate oltre cinquecento pagine, dei pubblici
ministeri di Genova è quello di trattamento inumano e degradante e della
violazione dell'articolo 3 della Convenzione dei Diritti dell'Uomo. Così
Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniato hanno definito gli episodi
al limite della tortura avvenuti nella caserma di Bolzaneto nel luglio 2001.
Per gli episodi di Bolzaneto, che a soli tre anni di distanza iniziano ad
emergere con maggior chiarezza, sono stati chiesti 47 rinvii a giudizio, tra
cui 15 poliziotti (tra dirigenti e agenti), 16 (tra agenti e dirigenti)
della polizia penitenziaria, 11 carabinieri e 5 medici.
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