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Come ampiamente pronosticato già nelle scorse settimane, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ex leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), è il nuovo Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), succedendo così a Yasser Arafat, deceduto a Parigi lo scorso 11 Novembre. Proprio allo storico leader palestinese, una volta appresi i primi ma significativi risultati elettorali, Abu Mazen ha voluto dedicare la sua schiacciante ed evidente vittoria, ottenuta con percentuali vicine addirittura al 70%.
“Questo successo deve essere interamente attribuito all’anima del mio più caro fratello e martire, Yasser Arafat, che ha offerto la sua vita per la causa palestinese”, ha dichiarato il nuovo Presidente davanti agli esponenti del suo partito, Al-Fatah, nel centro di Ramallah, West Bank.
Lo scrutinio si è tenuto al cospetto di circa 800 osservatori elettorali internazionali e, nonostante il mancato completo ritiro delle truppe israeliane dai Territori Occupati per facilitare le operazioni di voto, così come era stato invece garantito dalle autorità israeliane, non si sono registrati incidenti di rilievo.
Alcune irregolarità nelle procedure di voto sarebbero state invece rilevate sia dal candidato Mustafa Barghouti che dal Centro Palestinese per i diritti umani di Gaza, intenzionato a ricorrere alla Suprema Corte palestinese.
Ammissione al voto esibendo soltanto un documento di riconoscimento senza alcun controllo dei registri e utilizzo di un inchiostro non indelebile sarebbero le irregolarità riscontrate e denunciate, riporta l'emittente araba Al Jaazera.
L’ampio margine di successo riportato, il candidato più vicino, l’attivista per i diritti umani Mustafa Barghouti, si è infatti attestato circa al 22%, attribuisce ad Abu Mazen un chiaro mandato per il rinnovamento dei negoziati di pace con Israele, per la ricerca di possibili intese con i gruppi armati palestinesi e la necessità di porre un freno alla corruzione presente nell’ANP, scrive il quotidiano progressista israeliano Haaretz.
“Da ora in avanti avremo una unica missione: creare uno Stato Palestinese libero, democratico ed indipendente, ridare sicurezza alla nostra gente, libertà ai nostri prigionieri politici ed assicurare a tutti i palestinesi una vita dignitosa”, ha promesso Mahmoud Abbas ai suoi supporters riversatisi per le strade di Ramallah.
Il primo passo verso la ristrutturazione dei vertici dell’ANP, che si concluderà con le elezioni parlamentari del 17 luglio prossimo, sarà sicuramente la scelta del primo ministro. Con ogni probabilità la scelta del nuovo ‘rais’ palestinese ricadrà su Ahmed Qurei (Abu Ala), già premier sotto l’ ultima leadership di Arafat nonché durante il periodo di transizione dall’ 11 Novembre ad oggi.
Intanto, oggi 12 gennaio, in coincidenza con la proclamazione ufficiale del nuovo leader palestinese, in Israele dovrebbe ricorrere il giorno della presentazione formale del nuovo governo di Unità Nazionale israeliano, costituito dall’attuale Primo Ministro Ariel Sharon e dal leader laburista Shimon Peres.
La nuova coalizione avrebbe tra le priorità proprio l’implementazione del piano di disimpegno di tutti e 21 gli insediamenti coloniali della Striscia di Gaza e di 4 situati nell’area di Jenin, West Bank, fermamente osteggiato da una parte della maggioranza di governo.
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