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  Aiuta il Mondo - XCII - giovedì 4 novembre 2004


IL PRESIDENTE AMERICANO CHE VOLLE LA GUERRA IN IRAQ VIENE RIELETTO.

Il presidente americano che volle la guerra in Iraq viene rieletto. Il presidente americano eletto nell'anno 2000 dalla Corte Suprema e non dal voto del popolo statunitense, che gli preferì il vice-Clinton Al Gore,  ha battuto lo sfidante democratico John Kerry, anche se non ancora ufficialmente perchè all'appello mancano i 20 voti dell'Ohio (che però vedono in grandissimo vantaggio il presidente uscente), per l'assegnazione dei quali bisognerà aspettare una decina di giorni, dopodichè George W Bush, l'uomo che mentì al mondo dichiarando guerra all'Iraq in nome di presunte armi di distruzione di massa tenute in territorio iracheno, verrà rieletto presidente degli Stati Uniti d'America.
A differenza che nel 2000, questa volta il voto ha premiato nettamente il candidato repubblicano, che risulta - a dispetto di alcune correnti di pensiero preelettorali, e della speranza di chi scrive - in vantaggio di diversi milioni di voti rispetto a Kerry e, numeri alla mano, diventa il presidente più votato nella storia degli States. Vittoria netta per una compagine di governo che si è buttata a piè pari in una guerra che ha provocato centomila morti civili iracheni e tantissimi soldati americani deceduti in medio-oriente. Vittoria schiacciante del partito repubblicano su quello democratico. Gli uni hanno mobilitato i praticanti religiosi, gli altri i giovani contro la guerra, alla fine si è rivelata vincente la campagna del partito di Bush.
Un candidato democratico, Kerry, che è caduto nel tranello dei repubblicani andando a parlare prevalentemente della situazione irachena, pane per i denti del sempre truccatissimo (vedi Farenheit 9/11, Michael Moore) e pettinattisimo presidente dell'Undici Settembre, senza imporre una valida linea alternativa. Kerry non aveva molto carisma e l'ha pagato. Il partito democratico aveva in serbo un personaggio carismatico come la moglie dell'ex presidente Clinton, Hillary, ma l'ha tenuta forse per il 2008. Negli Stati Uniti per diventare presidenti più che essere politici bisogna saper stare davanti alle telecamere, e Bush probabilmente ha vinto anche grazie a questo. Un sistema di voto complicato e diversificato dalla natura federale degli Usa, ha rischiato di fare dell'Ohio una nuova incognita (come la Florida nel 2000), problema risolto dall'ampio margine che Bush aveva su Kerry nello stato di Columbus.
Kerry ha chiamato Bush ammettendo la propria sconfitta, in qualche modo proclamandolo così presidente degli Stati Uniti per la seconda volta. Nella speranza che da qui al 2008, Mister guerra preventiva non compia altre orribili scelte...vedi orrore iracheno.

Matteo Bursi


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