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Il rapporto Liberia: promessa di pace per 21,000 bambini soldato, pubblicato da AI a maggio in coincidenza con l'apertura della 36esima Sessione del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, sollecita la comunità internazionale a dare priorità alla smobilitazione dei bambini soldato e fornire risposte alle loro specifiche esigenze sociali, psicologiche e materiali.
In Liberia, gli accordi di pace dello scorso anno e il dispiegamento dell’Unmil - la missione dell’Onu - non hanno ancora portato a una reale smobilitazione degli ex belligeranti, né tanto meno al reinserimento nella vita civile degli oltre 21.000 bambini soldato, che costituiscono forse la maggiore ferita inflitta dalla guerra civile. Molti hanno abbandonato le loro unità già dalla firma dell'accordo di pace, sebbene un numero non quantificabile di loro sia ancora operativo nelle aree non ancora raggiunte dalla Unmil. Una risposta adeguata e urgente alle esigenze di questi ragazzi è necessaria non solo per rafforzare il processo di pace in Liberia, ma anche per contribuire alla stabilità di questa regione attraversata da anni di conflitti e di instabilità.
I programmi sviluppati dalle Nazioni Unite e da altre agenzie prevedono dettagliate raccomandazioni per incontrare le esigenze specifiche dei bambini soldato. AI sottolinea che queste raccomandazioni devono essere attuate coinvolgendo l’impegno e la responsabilità dell’attuale Governo di transizione nazionale per la Liberia (Ntgl), guidato da Gyude
Bryant.
Tra gli impegni che l’Ntgl deve assumere e rispettare vi è, appunto, quello di assicurare il divieto di reclutare e utilizzare nei conflitti armati i ragazzi al di sotto dei 18 anni, in conformità alle norme internazionali di cui al Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti del fanciullo che la Liberia deve ancora ratificare.
Inoltre l’attuale governo deve confrontarsi con il tema della responsabilità degli autori dei crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati durante il conflitto. AI lamenta come la dominante cultura dell'impunità si vada rafforzando con la proposta che l’Ntgl garantisca l'amnistia generale a tutti gli ex belligeranti in violazione del diritto internazionale, che proibisce un provvedimento del genere per il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale, ritenute altresì
imprescrivibili.
Ciò detto, va aggiunto che anche i bambini soldato in Liberia sono stati responsabili di diffusi abusi dei diritti umani. In una situazione dove i crimini vengono commessi da bambini terrorizzati e brutalmente sottomessi, la questione della responsabilità è complessa. Certo è che un ex bambino soldato deve essere trattato in accordo con i principi della giustizia per i minori che pone gli interessi del minore come priorità, riconosce le circostanze particolari e le necessità dell'infanzia e pone enfasi sulla riabilitazione e il reintegro, più che sulla punizione.
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