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  Aiuta il Mondo - LXXXI - martedì 28 settembre 2004


IRAQ: LIBERATE SIMONA TORRETTA E SIMONA PARI.

BAGHDAD - Le ragazze italiane sono state liberate. L'annuncio sulla tv araba Al Jazira. Le ragazze sono in mano alla Croce Rossa - ha fatto sapere la Presidenza del Consiglio - e stanno andando all'aeroporto di Bagdad dove un' aereo le porterà subito in Italia. Liberata anche la donna irachena rapita con loro. 

GLI SVILUPPI - Di fronte agli sviluppi delle ultime ore, alle indiscrezioni sulla imminente, probabile, svolta positiva del sequestro delle due italiane in Iraq, gli 007 italiani nel pomeriggio avevano frenato ed invitavano alla «massima cautela». 

CRIMINALITA' COMUNE - Simona Pari, Simona Torretta e i due operatori iracheni potrebbero essere stati sequestrati da esponenti della criminalità comune. È questa il convincimento del Consiglio degli Ulema sunniti, che oggi ha incontrato il presidente dell'Ucoii Mohammed Nour Dachan. «La sensazione - ha spiegato Dachan - è che si tratti di un sequestro ad opera di delinquenti comuni». 
Dachan è arrivato martedì mattina a Bagdad per una missione dal duplice scopo: tentare di arrivare alla liberazione delle due Simone e dei volontari iracheni e riportare in Italia il cadavere di Enzo Baldoni. Nella capitale irachena, dove è giunto da Amman, il presidente dell'Ucoii ha avuto un lungo incontro con il portavoce del Consiglio, Muthanna Al Dhari. «È stato un incontro molto positivo - ha spiegato - e il Consiglio ci darà tutto l'appoggio possibile». Dachan avrà in giornata altri incontri con rappresentanti laici e religiosi della comunità locale e mercoledì dovrebbe incontrare alcuni rappresentanti degli sciiti. Ad Amman intanto, l'Ucoii ha raccolto tre ulteriori appelli per la liberazione di tutti gli ostaggi e il trattamento umano per tutti i sequestrati. Gli appelli sono firmati dal 'Fronte del lavoro islamico' - il più importante movimento islamico giordano, sostiene il segretario dell'Unione Hamza R. Picardo, «molto influente in tutta l'area, Iraq compreso» - la 'Lega degli intellettualì e l' 'Associazione dei laureati giordani in Italia'.

BERLUSCONI RINGRAZIA IL RE DI GIORDANIA - «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato il re di Giordania Abdallah per l'assistenza che le autorità giordane stanno fornendo per facilitare la sollecita liberazione» di Simona Pari e Simona Torretta. È quanto scritto nel comunicato che ha fatto seguito all'incontro di martedì a Roma tra il premier italiano ed il Sovrano ashemita. Berlusconi ed Abdallah hanno tra l'altro confermato l'impegno nella lotta al terrorismo. 


Simona Torretta e Simona Pari appena dopo la loro liberazione.

Libere. Finisce l'incubo. Dopo le ore di angoscia, l'attesa, il timore suscitato dagli annunci su Internet, è il momento del sollievo e della gioia: Simona Pari e Simona Torretta sono state liberate dai sequestratori. Sono le 17 e 45 in Italia, quando la tv araba Al Jazira dà il primo annuncio: «Le due ragazze italiane sono state liberate». Quando la notizia arriva, Simona Pari e Simona Torretta sono già al sicuro, a Bagdad, nelle mani della Croce Rossa italiana. Sono in buone condizioni, anche se provate da tre settimane di sequestro. E vengono portate subito all'aeroporto per un immediato rientro in Italia. Prima una tappa nel Kuwait. Poi da Kuwait City il rientro in Italia in serata a bordo di un aereo militare. Il rientro in Italia è previsto alle 23 circa all'aeroporto di Ciampino.

INCAPPUCCIATE - Intanto arrivano i primi particolari sul rilascio. Insieme alle due italiane sono stati liberati anche gli altri due volontari iracheni di «Un ponte per..», rapiti insieme alle ragazze. Simona Pari e Simona Torretta sono state lasciate dai sequestratori in due località differenti e incappucciate. Trapelano anche le prime indiscrezioni sullo svolgimento del sequestro. 

PRIGIONI SEPARATE - Simona Pari e Simona Torretta sarebbero state tenute in ostaggio sempre a Bagdad dai loro sequestratori dal giorno del rapimento. Le due Simone in un covo, Raad Alì Abdul Aziz in un altro e Mahnaz Bassam in un altro ancora. Prigioni separate, dunque, per i quattro ostaggi sequestrati. Sono stati tutti trattati abbastanza bene, secondo le prime testimonianze dei protagonisti che rimbalzano da Bagdad. A raccontare le fasi della detenzione sono in particolare i due iracheni, in attesa di sentire la versione delle due italiane. «Per portarci nel covo - ha detto Abdul Aziz, ricordando il giorno del rapimento - ci hanno messo quattro ore di macchina».

LE PRIME PAROLE DOPO LA LIBERAZIONE - Le immagini mostrate da Al Jazira rendono note le prime parole delle due Simone immediatamente dopo la liberazione. All'inizio delle immagini qualche parola poco comprensibile, in italiano e in inglese, fa da sfondo sonoro alla scena, che sembra svolgersi con estrema naturalezza. «Shukran, shukran gesilan, ma salama (Grazie, grazie mille, arrivederci)»: sono queste le prime parole che una delle due donne italiane pronuncia. Non è chiaro se si rivolga a chi va loro incontro o a qualcun altro che si allontana dalla scena ma non è visibile nella inquadratura. «Simona, Simona»: chiamandole per nome, i due uomini si avvicinano loro ed uno di essi aggiunge: «Potete togliervi il velo, adesso», aiutando una delle due a sollevare il 'niqab'. L' uomo con la camicia bianca viene poi inquadrato in primo piano ed il breve filmato si conclude.


articolo e immagine tratti da www.corriere.it 

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