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Il Centro Civico di Difesa della Valle di Teotihuacán fa sapere che la
catena commerciale Wall Mart, nonostante le proteste dei cittadini, sta
costruendo un centro commerciale all’interno della zona archeologica di
Teotihuacán. Un vero e proprio “attentato” contro la principale e più
antica eredità culturale del Messico, dichiarata patrimonio dell'umanità
dall'Unesco.
Con la complicità delle autorità, sono state concesse licenze irregolari,
anteponendo la logica del profitto alla legge e agli accordi internazionali
che hanno reso questo luogo patrimonio dell'umanità.
Teotihuacán, che si trova a circa cinquanta chilometri da Città del
Messico, sorse tra il II e il VII secolo d.C. ed è uno dei più importanti
siti archeologici aztechi del Messico.
Teotihuacán era un’immensa metropoli abitata da circa duecentomila
persone. La città venne costruita secondo un disegno urbanistico che si
articolava intorno a un asse centrale, il viale dei Morti, dominato dalla
gigantesca mole della Piramide del Sole, posta nel cuore della via sacra, e
dalla grande Piramide della Luna che si innalza all'estremità settentiornla
del viale.
Il Centro Civico di Difesa della Valle di Teotihuacán, con l' appoggio di
altre organizzazioni culturali, ecologiste, religiose e sociali, sia
nazionali che straniere, ha preso l'iniziativa per strappare Teotihuacán
agli interessi delle multinazionali che, con il sostegno di autorità
corrotte, hanno reso possibile la profanazione di questo luogo di alto
valore culturale e spirituale.
L'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia, la Segreteria di Sviluppo
Urbano e Opere Pubbliche del governo dello Stato del Messico ed il municipio
di Teotihuacán, non solo hanno violato la legge, ma, prendendosi gioco dei
cittadini che avrebbero potuto esprimersi al riguardo, si sono rifiutati di
fornire le informazioni necessarie sul progetto della Wall Mart.
In seguito a queste pressioni la Direttrice del Centro INAH Stato del
Messico è stata rimossa dall'incarico.
Quando il Centro Civico, davanti alla sordità delle autorità, per
richiamare l'attenzione della società si è visto obbligato a realizzare il
blocco dei lavori, la risposta della Wall Mart, sostenuta dalle autorità,
è stata quella di presentare una denuncia penale contro i dirigenti del
Centro.
Nel frattempo il presidente municipale di Teotihuacán è stato in visita
negli Stati Uniti con parte del consiglio comunale per ricevere ordini dai
suoi patrocinatori commerciali.
La popolazione di tutto il Messico segue ora con apprensione l'evoluzione di
questo grave episodio, come già lo sta facendo parte di quella interessata
dall'estero. Anche l'Unesco è stata allertata dal Centro Civico, visto che
la questione coinvolge gli accordi internazionali in materia di
Preservazione del Patrimonio Culturale dell'Umanità. Il Centro e i suoi
simpatizzanti hanno già intrapreso azioni legali per bloccare i permessi e
le licenze concesse, ma hanno bisogno di tutta la solidarietà nazionale ed
internazionale per esercitare pressione sui responsabili messicani e fermare
questo attentato contro l'eredità culturale di Teotihuacán.
“Che cosa sta succedendo in Messico? Che cosa succede alle autorità?
Vogliono anteporre gli interessi commerciali ai patrimoni culturali che
danno identità a un popolo e per mezzo dei quali ci caratterizziamo come
messicani? Non è per caso il turismo una fonte fondamentale di entrate? Per
caso i turisti vengono a visitare i centri commerciali?” Si domandano i
membri del Fronte Civico.
Ormai l'intero Messico appare come un paese in liquidazione. Prima è stata
la volta del Patrimonio Culturale Banamex, poi del Casinò della Selva, Il
Tajín, poi le Cantine di Santo Tomás e il Monastero di Morelia. E ora
Teotihuacán.
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