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Aiuta il Mondo - LVII - 22 febbraio 2004

UGANDA, 173 PERSONE UCCISE DAI RIBELLI.

UGANDA - Sono più di 173 le persone massacrate dai ribelli del sedicente Esercito del Signore (Lra) nel nord dell’Uganda. Armati di fucili d’assalto e granate, sono entrati nel campo profughi di Barloonyo nel distretto di Lira, bruciando capanne e sparando alla gente che fuggiva. I dettagli del massacro sono stati riferiti all’agenzia dei missionari comboniani Misna da padre Sebhat Ayele, impegnato da anni nel servizio pastorale nella parrocchia di Ngeta e nel locale centro catechistico diocesano. 

LA TESTIMONIANZA - Il religioso si è recato oggi nel campo di Barloonyo. Ha raccontato di aver raggiunto il luogo del massacro, in località Ogur alle 10:00 ora locale. «Ho visto un numero impressionante di morti, molti dei quali carbonizzati all’interno delle capanne ancora fumiganti» ha detto padre Sebhat, missionario di nazionalità eritrea. «L’attacco - ha spiegato - è iniziato alle 17:00 di ieri. I ribelli hanno bombardato il campo di Barlonyo per circa 15 minuti costringendo la milizia civile a ripiegare. Successivamente gli «olum» («erba», così vengono chiamati i ribelli dello Lra dalla gente) sono penetrati nel centro abitato da circa 5mila persone, molte delle quali donne, vecchi e bambini. Purtroppo i civili invece di fuggire si sono rinchiusi nelle capanne, messe a ferro e fuoco dai crudeli aggressori per oltre tre ore».

LA RICOSTRUZIONE - Al momento, i feriti risultano essere una settantina, alcuni dei quali ricoverati dell’ospedale distrettuale di Lira, altri presso l’ «Ogur health centre». "Non ho parole per descrivere quello che ho visto a Barlonyo " ha commentato alla MISNA padre Sebhat il quale, dalle testimonianze raccolte, ha detto che i ribelli erano circa un centinaio, molti dei quali ragazzi preadolescenti e adolescenti. Tra le vittime figurano 11 miliziani ed anche un impiegato locale della Croce Rossa, di nazionalità ugandese, di nome Albino Opera. «Oltre alle persone morte tra le fiamme vi sono decine di civili uccisi all’arma bianca», ha detto padre Sebhat. Due settimane fa, ricorda la MISNA, i ribelli dello Lra avevano compiuto un altro massacro sempre nel distretto di Lira, in località Abia, uccidendo numerosi civili. 



articolo tratto da www.corriere.it 



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