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Colpita la regione a sud-est di Kerman. Distrutta l'antica città di Bam costruita in fango essiccato, un gioiello artistico e storico
TEHERAN - Un terremoto di 6,5 gradi della scala Ritcher ha colpito alle 5,27 del 26 dicembre (le 2,57 in Italia) la regione di Bam, circa mille chilometri a sud-est di Teheran, nel deserto lungo la strada che porta al confine pakistano. L'ipocentro è stato localizzato a circa 33 km sottoterra. Poco più di un'ora dopo c'è stata una seconda scossa di 5,4 gradi con epicentro nella stessa area della prima.
MIGLIAIA DI MORTI - Il bilancio ufficiale provvisorio, riferito dalla governatore della provincia di Kerman, Mohammad Ali Karimi, citato dalla Tv di Stato, parla di almeno 20 mila morti e trentamila feriti. Ma le vittime sarebbero molte di più, forse 40 mila secondo fonti russe citate dall'agenzia itar-Tass. La cittadella fortificata di Bam, gioiello architettonico nell'Iran sud-orientale, è andata completamente distrutta nel terremoto. Lo ha riferito un giornalista dell'agenzia France Press giunto sul posto. Arg-e-Bam, era interamente costruita in mattoni di fango e argilla, era uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti dell'Iran.
TEHERAN (28/12) - Il governo iraniano ha confermato che i morti nel terremoto del 26 dicembre che ha colpito l'Iran sudorientale sono 20 mila e 30 mila i feriti. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana. In precedenza Iraj Sharifi, rettore della facoltà di medicina di Kerman, capoluogo dell'omonima provincia colpita dal terremoto, aveva detto alla France Presse che i morti sono 25 mila, di cui 5 mila gia seppelliti e altri 20 mila ancora sotto le macerie. Akbar Alawi, governatore della città di Kerman, ha parlato di «incredibile disastro» e ha dichiarato che «man mano che i corpi vengono recuperati dalle macerie, temiamo che il numero dei morti possa salire fino a 40 mila».
Intanto durante la notte la temperatura è scesa sotto lo zero.
La televisione di Stato ha dovuto confermare che ancora molti villaggi nei dintorni di Bam non sono stati ancora raggiunti dai soccorsi.
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