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Aiuta il Mondo - XLIV - 12 novembre 2003

NASSIRIYA: KAMIKAZE CONTRO LA BASE DEI CARABINIERI ITALIANI.
DICIANNOVE MORTI ITALIANI.


L'ATTENTATO - La base colpita, ribattezzata «Animal House», si trova nella vecchia sede della Camera di commercio, sulle rive del fiume Eufrate. Secondo la ricostruzione dell'attacco, intorno alle 10,40 locali (le 8,40 in Italia), un camion ha forzato il posto di blocco all'entrata della base, seguito da un'autovettura e ha proseguito la sua corsa sino davanti alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico della base dove è scoppiato insieme alla macchina che lo seguiva. La violenza dell'esplosione ha fatto crollare gran parte dell'edificio ed ha inoltre danneggiato gravemente una seconda palazzina - dove ha sede il comando della base - che sorge a circa 100 metri di distanza, sulla sponda opposta del fiume Eufrate che scorre in mezzo al complesso. I vetri delle finestre dell'edificio sono andati in frantumi e anche gli infissi sono stati gravemente danneggiati. Distrutti anche gli uffici di un'altra palazzina vicina dove ha sede una Ong americana, la International Medical Corps, attiva nella zona da circa sei mesi. Tra il personale della Ong vi sono stati almeno 10 feriti, tra cui lo stesso coordinatore, il britannico Emar Triangle, 50 anni. L'esplosione ha innescato anche un violento incendio che ha distrutto quasi tutti i veicoli - jeep, Land Rover, furgoncini VM e camion - parcheggiati nel cortile antistante. Tutta l'area circostante la zona è stata chiusa al traffico e la strada che conduce al complesso bloccata e presidiata da carabinieri, da militari della Brigata Sassari e uomini del genio guastatori (Boe, Bonifica ordigni esplosivi). L'attentato non giunge inaspettato. Già in luglio, era stata avanzata la possibilità che venissero utilizzati camion-bomba proprio nell'area presidiata dalle nostre truppe.



QUATTRO KAMIKAZE CON QUINTALI DI ESPLOSIVO - A compiere l' attentato a Nassirya contro i militari italiani sono stati «quattro kamikaze», su due veicoli, con a bordo tra i 150 ed i 300 chili di esplosivo. E' stata questa la ricostruzione dell'attentato fatta dal generale Giorgio Cornacchione, comandante del contingente italiano. I kamikaze, ha ricostruito il generale Cornacchione, sono stati inizialmente «fermati da difese esterne», costituiti da reti e fili spinati. «Ma il quantitativo di esplosivo - ha aggiunto - era così potente da aver distrutto quasi completamente la palazzina». 



BAGDAD - La lista delle vittime si allunga. E' morto nella mattinata di giovedì 13 un altro soldato italiano: il ferito più grave dell'attacco di eri. La potente esplosione, lo ricordiamo,si è verificata appena fuori la base dei carabinieri italiani a Nassiriya. Le vittime sono 19, 12 appartenenti all'Arma, 5 militari, e due civili. I feriti ora sono 19, 15 carabinieri, tre militari e un civile. Le vittime di nazionalità irachena sono 9, mentre sono circa ottanta i feriti fra la popolazione. Tra i nove iracheni rimasti uccisi nell'attacco ci sono anche quattro bambine che si trovavano su uno scuolabus e l'autista del mezzo. 
E' l'attentato più sanguinoso contro una forza militare occidentale avvenuto dalla fine della guerra in Iraq.



articolo e immagini tratte da www.corriere.it 



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