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Aspettiamoci che l'attuale emergenza militare
internazionale, con focolai di guerra sparsi ai quattro angoli del mondo,
continui ancora per molti, moltissimi anni. Lo afferma un piano riservato
degli Stati Uniti nel quale si sostiene che durerà almeno venti anni, ma più
probabilmente trenta, la guerra che gli Stati Uniti hanno lanciato contro il
terrorismo internazionale dopo gli attentati dell'11 Settembre 2001. Del
documento, che delinea le linee guida della strategia militare degli Stati
Uniti nei prossimi anni, ne dà notizia il quotidiano New York Times.
Il National Military Strategic Plan for the War on Terrorism, un
documento classificato di circa 150 pagine redatto dagli Stati maggiori ma
approvato anche dal ministro della difesa statunitense, si articola in tre
punti e mira non solo a smantellare le multinazionali del terrore come al
Qaida - l'organizzazione del miliardario saudita Osama bin Laden a cui
vengono tra l'altro attribuiti gli attacchi dell'11 settembre- ma anche a
spingere i paesi finanziatori del terrorismo a cambiare politica.
Tra questi, vengono in particolare citati l'Iran e la Siria, accusati di
finanziare organizzazioni come gli Hezbollah, particolarmente attiva in
Israele e in Libano. Il primo punto del piano sottolinea la necessità di
neutralizzare la minaccia più immediata, cioè al Qaida. Il secondo punto
prevede una campagna di più ampio respiro, con pressioni, di tutti i tipi,
sui paesi che finanziano il terrorismo internazionale. Il terzo punto,
secondo il quotidiano statunitense, ha come obiettivo di costruire un
ambiente internazionale sicuro e senza terrorismo, su tutto il pianeta:
attraverso azioni di contro-propaganda e di smantellamento dei circuiti di
finanziamento del terrore internazionale, come il traffico di stupefacenti o
anche la prostituzione.
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