Aiuta il Mondo - XIX - 21 dicembre 2002

INFORMAZIONI SULLE ASSOCIAZIONI CHE SOSTIENE AIUTA IL MONDO


AMNESTY INTERNATIONAL - tratto da www.amnesty.it 

Amnesty International è un movimento internazionale, indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico o credo religioso. Ecco i valori fondamentali della nostra azione  :

  • Solidarieta' internazionale: proveniamo da culture e background diversi, ma diffondiamo uno stesso messaggio, in solidarieta' gli uni con gli altri. 

  • Azione efficace per singole vittime: Lavoriamo per individui: i loro volti, i loro nomi, le loro storie sono il cuore del nostro lavoro. 

  • Copertura globale: Lavoriamo per ogni vittima, sotto ogni governo, ovunque nel mondo, per coloro che sono sotto i riflettori dei media o per chi invece e' dimenticato in una prigione segreta. 

  • Universalita' e indivisibilita' dei diritti umani: Ci impegnamo a proteggere tutti i diritti umani di ogni individuo, indipendentmente dal suo paese o dalla sua cultura. 

  • Imparzialita' e indipendenza: Non supportiamo ne' ci opponiamo al alcun gioverno o sistema politico, ne' sosteniamo necessariamente le convinzioni di chi cerchiamo di proteggere. Siamo un movimento democratico che risponde solo dinnanzi ai suoi soci. 

  • Democrazia e rispetto reciproco: Aderiamo ai principi democratici del nostro movimento e rispettiamo i contributi di ognuno. 

AMREF ITALIA - tratto da www.amref.it 

AMREF Italia nasce nel 1988 come associazione senza fini di lucro e, dal gennaio 1998, rientra nella nuova categoria delle ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative d'Utilità Sociale).
Oltre l'80% dei fondi raccolti da AMREF Italia provengono dal sostegno di circa 42.000 sostenitori, da manifestazioni e dalla collaborazione con aziende selezionate. Nel 1998 è nata la prima collaborazione con l'Unione Europea.
Noti personaggi dello spettacolo come Giobbe Covatta, Fabio Fazio, Giuseppe Cederna, Sveva Sagramola e Icio de Romedis, Damiano Tommasi, Eusebio Di Francesco, Marco Baliani, Luca Zingaretti, l'intera Nazionale Italiana Artisti TV, e la scrittrice Kuki Gallmann hanno scelto di contribuire alla crescita di AMREF con la loro collaborazione e testimonianza diretta.

DISABILI.COM - tratto da www.disabili.com 

DISABILI.COM è una testata giornalistica registrata. E' il primo progetto Internet in Italia interamente dedicato ai disabili e a tutti coloro che operano in questo settore, visitato ogni mese da migliaia di navigatori, ai quali offre un luogo di incontro, dialogo e discussione con i navigatori, oltre a contenuti editoriali aggiornati, consulenze e informazioni utili in materia di disabilita'. Periodicamente, la redazione cura degli SPECIALI (FISCO, VACANZE, SENZA BARRIERE), pensati per agevolare i navigatori fornendo notizie 'semplificate' (nel caso delle normative) e "testate" (nel caso di strutture o località accessibili).

EMERGENCY - tratto da www.emergency.it 

Fin dall’inizio, le attività umanitarie di EMERGENCY si sono concentrate sui casi di civili feriti di guerra, in particolare sul trattamento e sulla riabilitazione delle vittime di mine antiuomo. Complessivamente, dall’inizio della attività, EMERGENCY ha assistito oltre 300.000 vittime di guerra.

EMERGENCY in Iraq 

Nel marzo 1995, EMERGENCY ha dato inizio al suo intervento umanitario nel Nord Iraq, la regione abitata da curdi. Inizialmente, è stato ristrutturato e attivato un ospedale abbandonato a Choman, villaggio di un’area densamente minata prossima al confine tra Iraq e Iran. Oltre all’attività chirurgica, si sono svolti interventi di medicina di base, aprendo distretti sanitari nelle zone più isolate. 
Nel luglio 1995 sono iniziati i lavori di costruzione del Centro Chirurgico di Sulaimaniya, in Nord Iraq, aperto nel febbraio 1996. E’ l’unico Centro chirurgico per vittime di guerra e delle mine antiuomo nell’area meridionale della regione. Il Centro comprende anche i reparti ustionati pediatrici e unità per lesioni spinali.
A partire dal 1996, sono stati istituiti sul territorio nord iracheno Posti di primo Soccorso per assicurare a tutti i feriti da mina e da atti di guerra un efficace soccorso immediato e un sicuro trasferimento ai Centri chirurgici. Al tempo stesso, i Posti di primo soccorso svolgono attività ambulatoriali e di follow-up per i casi meno gravi. 
Nel giugno 1997, EMERGENCY ha iniziato la costruzione di un Centro chirurgico per vittime di guerra a Erbil. Con l’apertura di questo Centro nel giugno 1998, è stato possibile fornire assistenza umanitaria alle vittime dell’intera regione, attualmente divisa in due parti in conseguenza del perdurante conflitto interno.
Nel febbraio 1998, EMERGENCY ha aperto il Centro di Riabilitazione e Reintegrazione Sociale a Sulaimaniya, che include una officina ortopedica per la produzione di protesi di arti inferiori e superiori e di altri strumenti ortopedici e ausili per i disabili.
Il Centro fornisce inoltre un addestramento finalizzato al reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti handicappati. Il settanta per cento dello staff impiegato nel Centro è costituito da pazienti disabili, vittime di guerra o di mine antiuomo.
A maggio 2000 ad Erbil viene attivata un’unità ustionati pediatrici, dove vengono curati i pazienti di età inferiore ai dodici anni, con una media mensile di quarantacinque bambini ricoverati.
Nel corso del 2000, in Nord Iraq vengono costruiti due Posti di primo soccorso che fanno riferimento all’ospedale di Erbil (Akre e Mergasur), e due che fanno riferimento a quello di Sulaimaniya (Mawat e Qallachwallan). A fine 2000 Emergency gestisce in nord Iraq 14 Posti di Primo Soccorso.
Nell'agosto 2001 viene inaugurato il Centro di Riabilitazione e Reintegrazione sociale di Diana, gestito in cooperazione con il già esistente Centro di produzione protesi, in base ad un accordo con Unops che prevedeva di avviare le attività e seguirle per la durata di un anno. Il Centro comprende quattro laboratori di formazione professionale (lavorazione legno, ferro, pelle e sartoria) e fornisce fisioterapia non solo a vittime di guerra e delle mine antiuomo, ma anche ad altre patologie quali: paralisi celebrale, contratture dovute ad ustioni o a fratture, artriti ed ostioartriti reumatoidi, poliomielite, distrofia muscolare. Dall’agosto del 2002 il Centro è diventato completamente autonomo ed è interamente seguito e gestito dallo staff nazionale.
Nel corso del 2001 sono stati aperti tre nuovi posti di pronto soccorso a Choman (febbraio), Sidakan (maggio) e Khormal (novembre). I primi due fanno riferimento all’ospedale di Erbil e il terzo a quello di Sulaimaniya.
EMERGENCY gestisce in Nord Iraq 21 posti di pronto soccorso, 2 Centri Chirurgici e due Centri Riabilitazione e Reintegrazione sociale.
Ad agosto 2002 è stata inaugurata una nuova Unità spinale a Erbil con 8 posti letto. Due unità ustionati adulti sono in costruzione sia a Erbil che a Sulaimaniya per rispondere ad una grave mancanza nella regione di strutture qualificate per la cura dei pazienti con gravi ustioni.
Sul modello del Centro di riabilitazione di Diana è in costruzione un Centro simile a Dohuk che verrà attrezzato e gestito da Emergency per un anno per essere poi lasciato alla sanità locale.

EMERGENCY in Cambogia

Nel marzo 1997, EMERGENCY ha avviato la costruzione di un Centro chirurgico per feriti di guerra a Battambang, in Cambogia, in una provincia particolarmente colpita dalla tragedia delle mine antiuomo. L’ospedale, intitolato a Ilaria Alpi, è operativo da luglio 1998. 
Nel gennaio 1999, presso il Centro Chirurgico Ilaria Alpi di Battambang, l’attività chirurgica viene allargata alla chirurgia ricostruttiva e ortopedica, per poter far fronte ai numerosissimi casi di poliomielite (dovuti all’assenza di vaccinazioni durante la guerra) e di malformazioni congenite.
Nel corso del 1999, in Cambogia vengono aperti quattro posti di primo soccorso, per assistere i feriti meno gravi da curare in loco e intervenire tempestivamente sui casi urgenti, prima di trasferirli al Centro chirurgico di Battambang.
Nel gennaio del 2000 in Cambogia viene aperto un altro Posto di primo soccorso, dove, su specifica richiesta del Ministero della Sanità cambogiano, è stato attivato un reparto apposito per la cura dei pazienti affetti da malaria, come previsto nel programma sanitario nazionale. Complessivamente i Posti di primo soccorso in Cambogia, a fine 2000, sono cinque.
Nella primavera del 2000 vengono attivate due Cliniche Mobili nelle zone più disagiate della Cambogia, rendendo così possibile raggiungere villaggi completamente isolati che non hanno normalmente accesso ad alcun tipo di assistenza sanitaria.
Nel Centro Ilaria Alpi tra febbraio e aprile 2002 è stato realizzato un programma di chirurgia plastica. Più di cento interventi realizzati da un chirurgo internazionale che erano stati selezionati e raccolti in base alla gravità della deformazione: la maggior parte di questi erano interventi di labiopalatoschisi e contratture agli arti derivate da scoppio di mine e ustioni gravi.

EMERGENCY in Afghanistan

Nell’agosto 1999, EMERGENCY avvia la costruzione di un Centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir, Afganistan settentrionale. Il Centro è operativo dal dicembre dello stesso anno.
Nel dicembre 1999 in Afganistan vengono aperti due Posti di primo soccorso vicino alla linea del fronte a nord della capitale Kabul.
Fra luglio e agosto del 2000 in Afganistan vengono avviati quattro Posti di primo soccorso in zone vicine al fronte e nelle aree maggiormente minate. 
Nel luglio del 2000 è iniziata la costruzione di un secondo ospedale in Afganistan, a Kabul; i lavori sono terminati agli inizi di dicembre e il Centro è stato inaugurato il 25 aprile 2001. A seguito di un’irruzione della polizia religiosa talebana, Emergency ha deciso di sospendere le attività il 17 maggio per riprenderle il 10 di novembre 2001. 
A marzo 2001 è iniziato il programma sociale a favore delle vedove di guerra della Valle del Panshir, che prevede la fornitura a 400 famiglie, scelte tra le più bisognose, di alcuni capi di bestiame per l’allevamento e il mangime necessario per sei mesi. A fine luglio 2002 erano state sostenute circa 250 donne e le loro famiglie. 
Nella primavera del 2001 Emergency ha allestito un Centro Sanitario a Bagram in collegamento con il Posto di primo soccorso. Sul modello del Centro sanitario di Bagram e su richiesta delle varie comunità locali si sta potenziando la rete dei Posti di primo soccorso e Centri per la medicina di base in varie zone del paese, quelle più isolate e quelle completamente prive di assistenza sanitaria. A fine luglio erano aperti 11 Posti di primo soccorso e Centri sanitari dotati di ambulanza 24 ore al giorno, 3 Posti di primo soccorso senza Centro sanitario e 2 Centri sanitari. 
Nel 2001 viene inaugurata l’attività di Emergency nelle carceri con l’apertura di una clinica nella prigione di Duab, nella valle del Panshir. Il programma è stato esteso anche alle prigioni dell’area di Kabul: fino a luglio 2002 Emergency visitava 7 carceri nella capitale e ha aperto una clinica anche nel carcere di Shevargan, nella zona settentrionale del paese. L’intervento nelle carceri ha lo scopo di garantire il rispetto dei diritti umani e l’accesso alle cure mediche da parte di tutti i prigionieri; quando necessario i pazienti vengono trasferiti nei Centri per eventuali interventi chirurgici. Nelle prigioni vengono regolarmente distribuiti anche cibo, materiali per l’igiene personale e per la pulizia, abiti, lenzuola e tappeti dove servono.
Tra i nuovi progetti si prevede l’apertura entro il 2002 di un Centro di Maternità e Ginecologia a fianco del Centro chirurgico di Anabah e l’avvio dei lavori per ristrutturare un ospedale da destinare alla chirurgia di guerra e d’emergenza a Grisk, nella provincia pashtu di Helmand, più di 100 km. a sud di Kandahar.

EMERGENCY in Sierra Leone 

Nell’autunno del 2000 è stato dato avvio alle fasi preparatorie che hanno portato alla costruzione di un Centro chirurgico a Goderich, nelle vicinanze della capitale Freetown, in Sierra Leone. La costruzione è cominciata nel gennaio 2001 ed è stata completata nel mese di settembre dello stesso anno. 
Il 1 novembre 2001 hanno inizio le attività cliniche, rivolte a tutte le emergenze chirurgiche, alla chirurgia di guerra e a quella ortopedica e ricostruttiva. 
Contemporaneamente, per far fronte anche alle emergenze mediche e non solo a quelle chirurgiche, è cominciata la costruzione di un Centro sanitario adiacente all’ospedale, che aveva temporaneamente ospitato anche l’attività di sanità di base. Il Centro sanitario è operativo dalla seconda metà di dicembre 2001 ed è rivolto ai bambini sotto i 14 anni.
Il programma in Sierra Leone prevede l’apertura di altri Centri per la medicina di base in diverse aree del paese per affrontare una mancanza grave di assistenza sanitaria qualificata e gratuita.

Altri interventi umanitari di EMERGENCY 

Nel 1994, durante il conflitto in Ruanda, EMERGENCY ha ristrutturato e riattivato l’ospedale della capitale Kigali. In quattro mesi è stata fornita assistenza chirurgica a oltre 600 feriti causati dal conflitto interno, così come a vittime di mine antiuomo. Inoltre, è stato attivato il reparto maternità nel quale è stata data assistenza medica e chirurgica ad oltre 2.500 pazienti.
Nel 1995, durante la guerra in Cecenia, EMERGENCY ha distribuito farmaci essenziali e materiale di pronto soccorso per aiutare la popolazione civile e i profughi interni in fuga dalla guerra civile.
Nell’estate del 1999, EMERGENCY ha sostenuto il Centro Culturale Stari Grad, scuola multietnica di educazione alla pace, e l’orfanotrofio Jovan Jovanovic Smaj di Belgrado, nella Federazione Jugoslava, che ospita 96 bambini.
Dal maggio al luglio 2000 un team di Emergency, composto da due chirurghi, un anestesista e quattro infermieri, ha prestato la propria opera in Eritrea.

L'impegno di Emergency in questa missione è nato da una richiesta di collaborazione della Cooperazione italiana al fine di attivare ad Asmara un servizio di supporto ai medici locali per l’assistenza e cura delle vittime della guerra tra Etiopia ed Eritrea.
Tra i nuovi interventi di Emergency c’è l’allestimento e la conduzione - per un periodo limitato di tempo - di un Centro protesi per le vittime del terrorismo in Algeria, a Medea, un zona a 80 Km. dalla capitale, sede principale del movimento integralista. Qui esiste dal 2000 una struttura all’interno dell’ospedale pubblico, alla quale Emergency fornirà macchinari e componenti per la produzione di protesi. L’intervento sarà completato dall’invio di un tecnico ortopedico e di un fisioterapista che avranno il compito di formare il personale locale fino a che, dopo i primi sei mesi, la struttura potrà essere gestita interamente dal sistema sanitario nazionale.

ENPA - tratto da www.enpa.it 

La costituzione della più antica società zoofila italiana si fa datare all’aprile 1871 quando a Torino Giuseppe Garibaldi, Anna Winter e Timoteo Riboli costituirono la “Società Protettrice degli Animali contro i mali trattamenti che subiscono dai guardiani e dai conducenti”.) I soci, che si distinguevano in effettivi, benemeriti ed onorarii dovevano portar “seco un distintivo per farsi conoscere e rispettare dai conduttori genti municipali e dalla forza pubblica, onde aver diritto di ammonire i trasgressori e mano forte contro di essi a denunziare alle rispettive autorità i trasgressori punibili con: a) Multe; b) Sequestri dei veicoli c) Arresto personale” Un articolo dello statuto era dedicata anche ai lasciti e ai doni che “saranno impiegati secondo la volontà del donatore”. 
Da lì a poco, molte altre Società zoofile furono costituite e si federarono nella “Federazione nazionale fra le società zoofile e per la protezione degli animali”, costituita con R.D. 28 gennaio 1929 n. 55.

GREENPEACE ITALIA - tratto da www.greenpeace.it 

Greenpeace è nata 31 anni fa, creata da tre uomini che, rifacendosi alla tradizione protestante di portare la testimonianza, cercarono insieme ad altri di condurre una piccola barca in un poligono per gli esperimenti nucleari e in questo modo crearono quello che sarebbe diventato uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo. 
Nel 1969 gli Stati Uniti effettuarono un test atomico sotterraneo ad Amchitka, nelle Isole Aleutine, nel Pacifico Settentrionale. Il test aveva suscitato molti malumori in quanto si temeva che potesse scatenare un grosso terremoto. Appena cinque anni prima, un terremoto aveva infatti causato migliaia di senzatetto in Alaska, danneggiando l'economia locale e provocando onde di marea e scosse di assestamento per i 18 mesi successivi. Il giorno del test 10.000 manifestanti bloccarono le principali frontiere fra gli Stati Uniti e il Canada con cartelli che dicevano "non provocate un'altra onda. E' colpa vostra se la faglia si risveglia." 
Fortunatamente questa volta il test non provocò né terremoti immediati né onde di marea, ma quando, due anni più tardi, il Governo degli Stati Uniti annunciò che voleva effettuarne un altro, ricominciarono le proteste. 
Molti tra coloro che si opponevano ai test erano frustrati dalla mancanza di proteste da parte delle organizzazioni ambientaliste. Due di essi, i canadesi Jim Bohlen e Irving Stowe si ricordarono di una nave di Quaccheri che nel 1958 si era recata fino all'atollo di Bikini per cercare di fermare un test nucleare. Così Bohlen, Stowe e Paul Cote formarono il "Comitato non provocate un'onda", allo scopo di fermare l'esecuzione del test atomico ad Amchitka. 
Non si conoscono con esattezza le esatte circostanze che portarono al cambiamento del nome del gruppo, ma chiaramente le parole "comitato non provocate un'onda" non erano abbastabza efficaci. C'era bisogno di un nome breve e orecchiabile, che riassumesse i principi ambientalisti e pacifisti del gruppo. Così nacque il nome Greenpeace. 
Il gruppo di Greenpeace prese a nolo un peschereccio di 24 metri, la "Phyllis Cormack", per andare a protestare direttamente sul luogo del test. Il 15 Settembre 1971 la "Cormack" salpava per Amchitka. Per assicurasi una continua copertura da parte dei media, in questa prima spedizione Greenpeace fece in modo di avere a bordo diversi giornalisti, fra cui Robert Hunter del "Vancouver Sun", Ben Metcalfe della Canadian Broadcasting Corporation e Bob Cummings del "Georgia Strait", insieme a un fotografo. Il secondo giorno approdarono vicino ad un villaggio di indiani Kwakiutl, che celebrarono una cerimonia in loro onore. Gli indiani li invitarono a visitarli di nuovo durante il viaggio di ritorno e gli dissero che i loro nomi sarebbero stati incisi sul totem del villaggio. Robert Hunter aveva portato con sé a bordo un libro di miti e leggende indiane che riportava una suggestiva profezia. Una anziana donna Cree, chiamata Occhi di Fuoco, aveva predetto che un giorno la terra sarebbe stata depredata delle sue risorse, i fiumi sarebbero stati avvelenati e i cervi sarebbero morti. Prima che fosse troppo tardi, però, gli Indiani avrebbero insegnato all'uomo bianco ad avere rispetto per la Terra e insieme sarebbero diventati i Guerrieri dell'Arcobaleno. Il 30 Settembre, mentre si avvicinava ad Amchitka, la "Phyllis Cormack" fu tratta in arresto da una nave della Guardia Costiera statunitense per non aver eseguito le operazioni doganali durante una sosta non programmata in un'isola vicina. La Guardia Costiera scortò l'equipaggio di Greenpeace fino ad un altro porto dove potesse fare dogana. Nel frattempo, il Governo statunitense aveva annunciato che il test sarebbe stato ritardato, probabilmente per più di un mese. In quel periodo il mare intorno ad Amchitka sarebbe stato agitato e pericoloso, e la "Phyllis Cormack" dovette suo malgrado tornare indietro. Alla fine la bomba scoppiò il 6 Novembre 1971. Greenpeace non aveva fermato il test, ma l'impresa del suo equipaggio era comparsa sulle prime pagine dei giornali nordamericani, vincendo comunque la sua battaglia perché Amchitka non fu mai più usata per i test nucleari. 

LEGAMBIENTE - tratto da www.legambiente.com 

Tutela dell'ambiente, difesa della salute dei cittadini, salvaguardia del patrimonio artistico italiano... Sono molti i campi in cui Legambiente è quotidianamente impegnata, a livello nazionale e locale. Alle grandi battaglie si affianca infatti la quotidiana attività degli oltre centodiecimila soci e degli oltre duemila tra circoli e classi per l'ambiente sparsi su tutto il territorio nazionale: numeri che fanno di Legambiente la più diffusa associazione ambientalista italiana. Probabilmente hai già incontrato o conosciuto Legambiente grazie alle sue campagne nazionali (dal Treno Verde alla Goletta Verde, dall'Operazione Fiumi a Salvalarte); oppure hai partecipato a una delle grandi giornate di volontariato (da Puliamo il Mondo all'Operazione Spiagge Pulite). In queste pagine potrai scoprire cosa fa Legambiente, e come fare per impegnarti anche tu per salvaguardare l'ambiente, per migliorare la qualità della vita della tua città, o magari solo per sostenerci nelle nostre attività. 

LIPU - tratto da www.lipu.it 

La LIPU è fatta di:
42.000 sostenitori,
100 Sezioni locali, 
migliaia di Volontari, 
una rete di 58 Oasi e Centri Recupero visitati ogni anno da più di 200.000 persone, fanno della LIPU la principale associazione italiana per la protezione degli uccelli.

La missione della LIPU è:
Conservare la natura partendo proprio dalla protezione degli uccelli e dei loro habitat, educare i giovani al rispetto del mondo in cui viviamo, sensibilizzare l'opinione pubblica su temi importanti come la tutela dell'ambiente e l'attenzione alla salute, questi sono i principali obiettivi definiti dallo Statuto dell'associazione.

Le attività della LIPU si possono dividere in 4 grandi aree: 
Le strutture dedicate alla natura:
La LIPU gestisce una rete di:
45 Oasi - dove la natura è protetta
9 Centri Recupero - dove gli uccelli e gli altri animali feriti vengono curati
4 Centri Cicogna - per la reintroduzione della Cicogna bianca in Italia

I progetti di conservazione e di studio:
La LIPU realizza:
progetti sul campo - per la tutela di specie e habitat minacciati
progetti di ricerca - per approfondire la conoscenza di particolari specie o per valutare l'impatto ambientale delle attività dell'uomo.
servizi di consulenza per la gestione naturalistica del territorio

Le iniziative di educazione per diffondere una nuova etica ambientale:
educazione ambientale nelle scuole
campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica 

Le attività di lobby e di vigilanza:
promozione di leggi che tutelano la natura, in campo locale, nazionale e internazionale
monitoraggio del territorio grazie ad un servizio di Guardie volontarie - per controllare l'attività venatoria e combattere il bracconaggio

TELEFONO AZZURRO - tratto da www.azzurro.it 

La prima linea telefonica nazionale per la prevenzione dell'abuso all'infanzia e la tutela dei minori è nata a Bologna l'8 giugno 1987, fondata da Ernesto Caffo, professore associato di Neuropsichiatria infantile all'Università di Modena.
Nel 1990 è stata attivata la prima linea gratuita, trasformata il 26 novembre 1994 nel numero breve 1.96.96, attivo su tutto il territorio nazionale 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno. Questa linea gratuita è riservata ai bambini e ai ragazzi fino ai 14 anni.
Oltre alla linea gratuita Telefono Azzurro ha un altro numero telefonico, lo 051.22.52.22, comunemente chiamato linea istituzionale. A questa linea, con sede unica a Bologna, possono rivolgersi gli adulti per segnalare problemi che coinvolgano i minori.

UNESCO - tratto da www.unesco.it 

L'Unesco è un ente internazionale a tutela e salvaguardia del patrimonio mondiale, culturale e naturale. Secondo la Convenzione del Patrimonio Mondiale, per patrimonio culturale si intende un monumento, un gruppo di edifici o un sito di valore storico, estetico, archeologico, scientifico, etnologico o antropologico.
Il patrimonio naturale, invece, indica rilevanti caratteristiche fisiche, biologiche e geologiche, nonché l'habitat di specie animali e vegetali in pericolo e aree di particolare valore scientifico ed estetico.

UNHCR (alto commissariato per i rifugiati) - tratto dal sito dell'Unchr

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (in inglese, Office of the United Nations High Commissioner for Refugees - UNHCR) è un organo sussidiario delle Nazioni Unite, posto sotto l'autorità dell’Assemblea Generale, creato nel 1950 per fornire protezione internazionale, e cercare soluzioni permanenti al problema dei rifugiati.
L’Alto Commissario, che ha il rango di Segretario Generale aggiunto, è eletto dall’Assemblea Generale su proposta del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Il mandato dell’organizzazione, che viene attualmente rinnovato ogni cinque anni, dovrebbe teoricamente coincidere con quello affidato all’Alto Commissario. In pratica però può verificarsi una sfasatura allorché l’Alto Commissario eletto non desideri un mandato tanto lungo o si ritiri prima del tempo. L’Alto Commissario uscente, la giapponese Sadako Ogata, è rimasta alla guida dell’organizzazione per 10 anni. Dal 1° gennaio 2001 è stata sostituita dal nuovo eletto, l’olandese Ruud Lubbers.
Ogni anno, l’Alto Commissario presenta il rapporto delle attività dell’organizzazione al Comitato Esecutivo (ExCom), che è composto di 54 stati nominati dal Comitato Economico e Sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc) sulla base del loro interesse e coinvolgimento nel problema dei rifugiati.
La sessione annuale dell’ExCom, che di solito ha luogo la prima settimana di ottobre, oltre ad approvare i programmi per l’esercizio seguente e fissare gli obiettivi finanziari per la loro esecuzione, discute problematiche correnti relative al mandato di protezione internazionale dell’UNHCR. Le discussioni risultano in una serie di risoluzioni che, pur non avendo valore imperativo, rappresentano il consenso della comunità internazionale su certi temi e forniscono quindi importanti criteri interpretativi o anche linee guida rispetto a questioni non esplicitamente coperte dal diritto internazionale cogente (cioè da convenzioni o da diritto consuetudinario).
L’Alto Commissario presenta il suo rapporto anche all’Ecosoc stesso, che lo trasmette all’Assemblea Generale, organo sotto la cui autorità opera l’Alto Commissario. L’Ecosoc e l’Assemblea Generale, possono emanare direttive ed istruzioni che l’Alto Commissario è tenuto a seguire. È attraverso questo meccanismo che si è avuta una progressiva estensione del mandato dell’organizzazione al di là del contenuto originario dello statuto.

UNICEF - tratto da
www.unicef.it 

Cos'è?

L'UNICEF, Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, è un'Agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1946 per aiutare i bambini vittime della Seconda Guerra Mondiale. Nel periodo tra il 1946 al 1953 fu presente in vari paesi europei, e anche in Italia, con moltissimi interventi a difesa dei bambini. La situazione era drammatica: nel 1949 morivano più di 72 bambini ogni mille nati e in regioni poverissime come la Basilicata i morti erano addirittura 110 su 1000. 
L'UNICEF aiutò l'Italia del dopoguerra in modo massiccio: per esempio, fornendo 800.000 paia di scarpe per bambini e 700.000 mq. di stoffe per abiti, ma anche costruendo centrali del latte in molte province italiane, fornendo le prime incubatrici ai reparti pediatrici di molti grandi ospedali specie nel sud del paese, distribuendo latte in polvere e vitamine, medicinali e antibiotici, allora rari e preziosissimi contro le malattie infettive, aiutando le mense scolastiche e ricostruendo scuole e corsi di educazione popolare (nel 1950, l'11 % degli italiani era analfabeta, e in alcune zone del sud lo era addirittura il 30%!). Nella primavera del 1950 gli aiuti dell'UNICEF avevano raggiunto, solo in Italia, 1.300.000 bambini e madri! 
Con la graduale ripresa dell'economia dei paesi europei, le attività del Fondo vennero rivolte ai bambini dei paesi in via di sviluppo in Africa, Asia e America Latina, fino a che nel 1953, a seguito dei risultati ottenuti, le Nazioni Unite decisero di prorogare indefinitamente il mandato dell'UNICEF.
Nel 1965 l'UNICEF riceve il Premio Nobel per la Pace. Nel 1989 viene approvata la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia nella quale si stabilisce che l'UNICEF sia parte in causa per garantire il rispetto dei diritti dei bambini di tutto il mondo. 
Territorialmente l'UNICEF è presente con proprio personale in 161 paesi.

Cosa fa?

Oggi il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia opera in 161 paesi di tutto il mondo, dove vivono oltre due miliardi di bambini e ragazzi sotto i quindici anni, con programmi di sviluppo a lungo termine nel settore sanitario, dei servizi, delle forniture d'acqua, dell'istruzione e dell'assistenza alle madri, oltre che con programmi di emergenza, per difendere i bambini dalle conseguenze delle guerre e di altre calamita'.
Cibo, acqua potabile, vaccini e medicine: portare gli aiuti necessari ai bambini, ovunque ce ne sia bisogno è il lavoro dell'UNICEF. Gli aiuti vengono fatti arrivare dal grande centro di magazzinaggio e imballaggio UNICEF situato a Copenaghen (UNIPAC), per accelerare i soccorsi in caso di emergenza.
In tutti i paesi in cui lavora, l'UNICEF impiega soprattutto personale locale per garantire un più facile ed efficace rapporto con la popolazione, con le singole famiglie e comunità. 
Invece di costruire ospedali, dighe, grandi impianti, l'UNICEF fa un lavoro forse meno visibile, ma più duraturo: prepara gli insegnanti e i tecnici locali, forma infermieri e medici affinché possano operare nei villaggi, utilizza tecnologie semplici, che non richiedono necessariamente la presenza di tecnici stranieri.
In altre parole, l'UNICEF cerca di aiutare i paesi più poveri a difendere da soli la vita dei loro bambini. Perché i bambini sono il futuro di un paese, la risorsa più importante...
Per salvare i bambini e farli vivere meglio non servono sempre soluzioni costosissime. Spesso basta garantire acqua potabile, vaccinazioni, pochi e semplici farmaci di base, gli strumenti per lavorare e la scuola elementare per tutti: senza scuola non c'è futuro, né per un bambino né per il suo paese...
Quasi due milioni di bambini l'anno continuano a morire perché non sono stati vaccinati contro le sei principali malattie che colpiscono l'infanzia: morbillo, poliomielite, tubercolosi, pertosse, difterite e tetano. Eppure vaccinare un bambino contro tutte queste malattie costa, complessivamente, meno di trentamila lire... 
Ogni anno, nel mondo, tre milioni di bambini continuano a morire a causa della dissenteria. La maggior parte di loro si potrebbe salvare se fossero disponibili ovunque le bustine di sali reidratanti da somministrarsi per via orale: pensate che una bustina costa meno di 200 lire e può salvare la vita di un bambino. Solo nell'ultimo anno l'UNICEF, grazie alla diffusione di questa semplice terapia, è riuscito a salvare la vita a oltre un milione di piccoli.
Per questa grande impresa spesso i mezzi scarseggiano: l'UNICEF è finanziato SOLTANTO con contributi volontari di Governi e privati. Aiutateci a costruire un futuro migliore per tutti i bambini del mondo!

WWF ITALIA - tratto da www.wwf.it

Cos'è?

L'associazione del Panda. Così è anche chiamato anche il WWF, grazie al simbolo, ormai conosciutissimo, che fu scelto da Peter Scott in onore del panda ospite dello zoo di Londra. Il WWF nasce come "Fondo", e ha conservato negli anni questa caratteristica: impegnarsi concretamente per la salvaguardia di ecosistemi e specie minacciate, con azioni concrete. Il WWF finanzia, ogni anno, circa 1.000 progetti di conservazione in 100 paesi per oltre 200 miliardi di lire.

Qual è la sua missione?

Obiettivo del WWF è quello di arginare il degrado dei sistemi naturali dovuto alle attività umane, per contribuire alla costruzione di un futuro in cui l'uomo possa vivere in armonia con la natura.
Per fare ciò il WWF opera per la conservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi; la promozione di un uso sostenibile delle risorse naturali per il beneficio di tutta la vita sulla terra; la lotta all'inquinamento, allo spreco, all'uso irrazionale delle risorse naturali e dell'energia.

E la sua storia?

Il WWF (in origine World Wildlife Fund), fu fondato in Svizzera l'11 settembre 1961 da scienziati, naturalisti e personalità di tutto il mondo preoccupate per il degrado della natura nel pianeta. I fondatori, tra cui ricordiamo Charles Lindbergh trasvolatore dell'Atlantico, Julian Huxley, grande scienziato e presidente dell'UNESCO, Peter Scott, naturalista e ornitologo, i naturalisti Kay Curry-Lindhal, svedese, José Valverde, spagnolo e il neozelandese Edmund Hllary conquistatore dell'Everest, presieduti dal principe Bernardo d'Olanda, attivarono un'associazione che aveva come obiettivo la raccolta di fondi per aiutare concretamente la natura in tutto il mondo.Tra le prime iniziative l'acquisto di una stupenda palude alle foci del Guadalquivir in Spagna (ove oggi si stende il Parco Nazionale delle Marismas), il salvataggio del rarissimo orix d'Arabia e grandi campagne in difesa della tigre. Nel corso del primo anno il WWF raccolse e investì in progetti di conservazione quasi due milioni di dollari.