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Presentato oggi a Roma, alla Sala dell’Associazione
Stampa estera, il Rapporto UNICEF 2003 su “La Condizione dell’Infanzia
nel Mondo – La partecipazione dei bambini”. Introducendo il rapporto il
Presidente dell’UNICEF-Italia, Giovanni Micali, ha sottolineato che “la
partecipazione dei ragazzi è fondamentale, senza il loro convinto
coinvolgimento e impegno nessun progetto per l’infanzia e l’adolescenza
può sperare di funzionare, di essere efficace. Nonostante siano stati fatti
dei passi avanti, il mondo non ha finora fatto granché per i suoi figli:
proviamo allora ad ascoltarli, innanzitutto”. Infatti quest’anno il
Rapporto UNICEF verte sul tema della partecipazione diretta dei bambini e
degli adolescenti alla costruzione di un mondo che tuteli pienamente i loro
diritti, sanciti dalla Convenzione ONU del 1989 e dai suoi più recenti
Protocolli opzionali. E prima di dare la parola ai rappresentanti delle
Autorità nazionali e locali, Micali ha quindi dato “la parola ai
ragazzi”. Alla presentazione, che si teneva in contemporanea al lancio
internazionale a Città del Messico e a Bruxelles, sono intervenuti infatti
numerosi bambini e adolescenti, che tramite il loro portavoce, Mattia
Zaccaro, hanno riferito sui risultati
del recente “Forum nazionale dei ragazzi”,
svoltosi a Pescia in parallelo alla Conferenza nazionale sull’Infanzia e
l’adolescenza. Durante la conferenza stampa sono stati presentati anche i
vincitori dell’edizione 2002 del “Premio
UNICEF dalla parte dei bambini”, la congolese Maguy
Makusudi, e il colombiano Floro
Alberto Tunubalà Paja.
Alcuni dati tratti dal rapporto UNICEF 2003
"La condizione dell'infanzia nel mondo"
- Ai bambini non registrati alla
nascita viene negata un’identità, un nome e una nazionalità;
nel 2000, oltre 50 milioni di neonati non sono stati registrati, cioè il
41% delle nascite nel mondo. Tra le aree con meno registrazioni, segnaliamo:
l’Africa Subsahariana, dove il 71% dei bambini non viene registrato,
seguito dall’Asia Meridionale, con il 56%.
- 11 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno a
causa di malattie che possono essere facilmente prevenute con i vaccini.
- Circa 120 milioni di bambini in età scolare non vanno a
scuola, di cui il 53% femmine; in Africa Sub- sahariana e in Asia
meridionale oltre 50 milioni di bambine in età scolare non hanno accesso
all’istruzione.
- Quasi ogni paese ha una popolazione di adolescenti che
lotta per sopravvivere nelle strade delle grandi città: i dati più recenti
stimano che il numero di questi giovani si aggiri intorno ai 100 milioni.
- Vaccinazioni: nel 2001, tra i paesi con più alte
percentuali di bambini di un anno che hanno completato la vaccinazione
contro DPT (difterite, pertosse e tetano) troviamo: Cuba (99%), Vitnam(98%),
Brasile (97%), Federazione Russa (96%), USA (94%); in fondo alla lista,
troviamo: Repubblica Centroafricana (23%), Nigeria (26%), Ciad (27%), Niger
(31%).
- Povertà: è la principale causa dei 150 milioni di
bambini sottopeso nei paesi in via di sviluppo, che aumenta il rischio di
morte e compromette lo sviluppo fisico e mentale.
- Dal 1990, oltre 2 milioni di bambini sono stati uccisi e
6 milioni sono stati gravemente feriti nelle guerre. Si stima che 300.000
minori, di cui 120.000 solo in Africa, siano stati arruolati con la forza in
corpi militari, per diventare soldati, facchini, messaggeri, cuochi e
schiavi sessuali.
- AIDS: 6.000 giovani al giorno contraggono il virus
dell’HIV/AIDS. 14 milioni di bambini sotto i 15 anni hanno perduto uno o
entrambi i genitori a causa dell’AIDS. La preoccupazione è
particolarmente forte per i 10 paesi dell’Africa subsahariana in cui oltre
il 15% dei bambini con meno di 15 anni sono orfani: Botswana, Burundi,
Lesotho, Malawi, Mozambico, Repubblica Centroafricana, Ruanda, Swaziland,
Zambia e Zibabwe. Si prevede che il numero degli orfani sia destinato a
salire e che entro il 2010 in Botswana, Lesoto, Swaziland e Zimbabwe più
del 20% dei bambini con meno di 15 anni saranno orfani.
In alcuni paesi, oltre il 50% degli orfani tra 0 e 14 anni hanno perso uno o
entrambi i genitori a causa dell’AIDS: Zimbabwe (77% di orfani a causa
dell’AIDS), Botswana (71%), Zambia (65%), Swaziland (59%), Kenya (54%),
Lesoto (54%), Uganda (51%).
- Lavoro minorile e sfruttamento: 211 milioni di minori
lavorano; 180 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni sono coinvolti nelle
peggiori forme di lavoro minorile, un bambino su otto nel mondo.
- Tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni: i paesi con
i più alti tassi di mortalità infantile sono: Sierra Leone (316 morti su
mille nati), Niger (265 su mille), Angola (260), Afghanistan (257), Liberia
(235), Mali (231), Somalia (225), Guinea-Bissau (211), Congo (Rep.Dem.)
(205), Zambia (202), Ciad (200), Burkina Faso (197), Mozambico (197),
Burundi (190).
- Tratta dei minori: è un business da un miliardo di
dollari l’anno, e si stima che ogni anno coinvolga 1.200.000 bambini e
adolescenti. Nell’Africa subsahariana sta raggiungendo proporzioni
preoccupanti il traffico dei minori destinati a essere sfruttati in lavori
agricoli e domestici. La tratta delle bambine avviate alla prostituzione nel
Sudest asiatico è un problema di enormi dimensioni; il traffico è spesso
gestito da autorità di polizia, parenti e tutori, e tutti si dividono i
profitti.
Si è registrato un notevole incremento nel numero delle ragazzine
provenienti dalla Moldavia, dalla Romania e dall’Ucraina trasferite
clandestinamente in Europa occidentale da bande criminali con base in
Albania, in Bosnia-Erzegovina, in Kosovo e ex-Jugoslavia.
>> Per
una sintesi dettagliata del Rapporto UNICEF 2003 clicca qui
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